RICERCHE
Home ] ALUNNI ] CHI SIAMO ] INSEGNANTI ] CAVASSO NUOVO ] ARCHIVIO ] INDICE ] PROGETTI ] NotizieSCUOLA ] NOVITA' ]

Su ] CIV.MESOPOTAMIA ] PPS 09-10 ] [ RICERCHE ]

 

 

 

 

 

LANA, PECORE E PASTORI

L'allevamento degli ovini

 

 

Nelle campagne dell'alta pianura pordenonese l'allevamento delle pecore era molto diffuso, ma dal 1860 circa questa attività ha cominciato a perdere di importanza fino ad arrivare alla scomparsa quasi totale. Ciò avvenne per due motivi: la difficoltà di spostare le greggi sui terreni coltivati e quella di trovare pascoli liberi. 

I magredi, che caratterizzano l'alta pianura, sono composti da terreno molto sassoso e povero e perciò venivano coltivati poco. In seguito, con l'introduzione di nuove tecniche agricole si è cominciato a trasformare i pascoli in campi, che quindi gli animali non potevano più sfruttare. Inoltre anche le leggi cambiarono, restringendo man mano il diritto di pascolo libero.

Le pecore venivano spostate in primavera e in autunno. In primavera andavano verso le montagne nelle malghe, per usufruire dei pascoli di alta quota e all'inizio dell'autunno venivano riportate in pianura dove si spostavano continuamente per brucare la poca erba invernale. 

A confermare la diffusione dell'allevamento delle pecore e delle capre, molte località friulane hanno conservato nomi legati al pascolo come Armentarezza, Braida e Passons.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale nelle latterie il latte pecorino, che prima era pagato il doppio di quello vaccino, non venne più accettato. Anche la lana, essendo di qualità scarsa rispetto alle esigenze dei consumatori, venne venduta sempre meno. L'allevamento della pecora, che per secoli aveva avuto molta importanza in pianura, andò via via scomparendo, rimase presente, con piccoli allevamenti di Bergamasca, per lo più nelle zone di montagna  

 

        

 

Le pecore che venivano allevate nel pordenonese erano di razza Alpagota e Friulana, oggi  estinta,  . Attualmente gli allevamenti sono in prevalenza di razza Bergamasca.

Anche le razze Alpagota e Carsolina, in regione presente soprattutto nella zona del Carso, hanno rischiato l'estinzione e per questo ora si cerca di favorire il loro allevamento.

L'Alpagota prende il nome da Alpago in Veneto. E' di taglia medio-piccola con macchie scure sul muso e sulla parte inferiore delle zampe. Ha orecchie molto piccole e non ha le corna. E' adatta a produrre carne, ma anche latte e lana.

Anche la Carsolina è una pecora di taglia media dal mantello bianco , ma spesso picchiettato da macchie marroni o nere. E' adatta soprattutto alla produzione di latte.

La Bergamasca è la razza di pecore più grande al mondo, è originaria della Lombardia ed è adatta soprattutto alla produzione di carne.

Recentemente c'è stata una ripresa nell'allevamento, soprattutto delle pecore, e nella pedemontana del pordenonese vive il 50% degli ovini di tutta la pianura del Friuli Venezia Giulia. 

Alcuni di questi allevamenti continuano a trasferire le greggi sui pascoli del Cansiglio e del Monte Cavallo durante la primavera e l'estate.

Oggi si è riscoperto il valore di questi animali che, oltre a dar da vivere a chi li alleva, sono uno strumento utile per mantenere puliti i terreni magri o più difficili e mantenere i pascoli che altrimenti avrebbero la tendenza a scomparire, trasformandosi in boscaglia. 

La norma regionale n° 17 del 2006, articolo 22, regolamenta l'attività del pascolo, che deve essere praticato in modo non intensivo e, come nel passato, solo durante alcuni periodi dell'anno, in autunno ed in inverno. In questo modo viene recuperato il significato dell'antica transumanza dando al territorio dei magredi la possibilità di mantenersi intatto e ricco di biodiversità.

 

 

 La lana

 

Un tempo le pecore erano un bene prezioso, davano lana, latte e carne. Le pecore da lana venivano tosate in primavera parchè in quel momento la lana era migliore e gli animali non avrebbero sofferto per il freddo anche se avevano poco pelo. Per produrre buona lana i pastori preferivano i pascoli di pianura che fornivano l'erba più ricca e inoltre cercavano di far pascolare i loro animali in terreni vicini al mare perché la salsedine faceva bene alle pecore che così producevano lana più pregiata.

 

 

Forbici per la tosatura

http://en.wikipedia.org/wiki/Public_domain

 

Una volta tagliata, la lana doveva essere pulita dai fili d'erba, dai rametti e da altre sporcizie, poi andava spazzolata usando due spazzole di ferro con i denti fitti fitti. In questo modo la lana si gonfiava ed era pronta per essere filata. Questa operazione si dice cardatura.

 

Filatura della lana

 

 

Fusi e lana filata a mano

Autore: http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Dani4P

http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Testo_della_GNU_Free_Documentation_License

http://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons

http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/

http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/

 

Un tempo le donne usavano il fuso e la rocca per filare la lana ed era un'operazione che richiedeva una certa manualità e tanta pazienza. Un batuffolone di lana veniva avvolto attorno alla rocca, un lungo bastone più grosso ad una estremità e che poi si assottiglia fino a formare una punta. Alcune rocche erano decorate con disegni incisi nel legno che auguravano prosperità ed erano il regalo di matrimonio che lo sposo donava alla futura moglie: se c'era lana da filare tutta la famiglia avrebbe avuto vestiti caldi per l'inverno. 

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_dominio

 

Il fuso si teneva con la mano destra, sotto l'ascella sinistra si metteva la rocca . Si prendeva un po' di lana dalla rocca e si cominciava a tirare fino a formare un filo che andava fatto girare per attorcigliarlo su se stesso e poi arrotolarlo attorno al fuso.

La lana poteva anche essere tinta, i colori erano naturali e venivano ricavati da vegetali, come il mallo delle noci che dava un colore verde-marrone. Si usavano fiori, foglie, radici, cortecce, frutti, erbe. C'erano anche colori di origine animale come la cocciniglia e la porpora. 

 

 

 

 

 

 

Scarica la scheda sulle pecore in formato PDF